Ristrutturazioni e rigenerazioni di valore, le opportunità per l’Italia dell’immobiliare

In un paese in cui la popolazione è cresciuta e invecchiata, trascinando con sé in questa tendenza il proprio patrimonio immobiliare, le ristrutturazioni e i recuperi rappresentano un’opportunità di grande valore per l’Italia, per dare lustro a un settore tradizionalmente fiore all’occhiello della nostra economia. Ecco alcuni dati per orientarsi.
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In un paese in cui la popolazione è cresciuta e invecchiata, trascinando con sé in questa tendenza il proprio patrimonio immobiliare, le ristrutturazioni e i recuperi rappresentano un’opportunità di grande valore per l’Italia, per dare lustro a un settore tradizionalmente fiore all’occhiello della nostra economia. Ecco alcuni dati per orientarsi.

Compratori giovani per case vecchie

Dal rapporto dell’istituto indipendente di studi e ricerche Scenari Immobiliari, il quadro demografico dell’Italia appare invecchiato, a fronte di un aumento della popolazione dovuto soprattutto all’immigrazione. Questo porta necessariamente a fare i conti con un patrimonio di immobili dall’estetica superata, dagli standard energetici obsoleti, dalle metrature inadeguate, dalla salubrità discutibile.

In questo quadro si inserisce una generazione, quella dei Millennials, con una sensibilità ecologica forgiata dall’era dei social e da un approccio smart, ma anche dalla precarietà, dalle difficoltà a inserirsi nel mondo del lavoro e dell’indipendenza economica generata dalla crisi.

In un simile quadro, già esplorato su TomorrowLiving, le domande dei giovani, alle quali il mercato immobiliare si trova a dover dare una risposta, sono la fruizione della sharing economy e l’attenzione per le tematiche green. La prima genera un bisogno di iperconnessione metropolitana, per porre l’abitante al centro di una rete fittissima di contatti che generino condivisione, e la seconda progettazioni di immobili all’avanguardia che puntino al risparmio e al rispetto dell’ambiente sulla base delle energie rinnovabili.
Si tratta di un bacino d’utenza esigente, che malsopporta le obsolescenze del patrimonio immobiliare italiano attuale, dopo magari qualche anno di condivisione di immobili di bassa qualità che hanno portato a preferire l’acquisto di spazi più contenuti, ma dal valore più pregiato. Dal rapporto, si delinea un pubblico di persone che prediligono spazi piccoli ma funzionali: meglio dieci metri quadri in meno, ma una lavastoviglie e un microonde. Si torna a casa per dormire oppure organizzare cene con amici e colleghi. È la generazione che non ragiona più in vani, ma in metri quadrati: si cerca un grande spazio cucina-living e una stanza da letto sufficiente appena per un letto a due piazze e un armadio.”

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Qual è, e dove si trova il patrimonio da recuperare

Edifici abbandonati, oppure abitati ma al limite dell’agibilità; le periferie delle grandi città, soprattutto al sud, convivono con un problema che ormai non è più possibile ignorare. 

La riqualificazione di questo patrimonio passa attraverso le detrazioni previste dalla legge di bilancio 2017, il progetto Casa Italia per la riduzione del rischio sismico, progetti governativi per la riqualificazione delle periferie, e la legge per il contenimento del suolo: interventi volti a ridurre l’iter burocratico e rendere le ristrutturazioni più convenienti della costruzione del nuovo.

Nel mercato residenziale italiano, lo stock delle potenziali ristrutturazioni ammonta a circa 120 milioni di metri quadrati, per un investimento potenziale intorno ai 50 miliardi di euro. Si osserva dalla ricerca di Scenari Immobiliari, fonte dei dati appena esposti, come l’età dei richiedenti gli incentivi per le ristrutturazioni sia inversamente proporzionale al numero di interventi richiesti: in altre parole, più giovane è il richiedente, più ingente è la quantità di lavoro imbastito. La direzione è sempre più spesso quella dell’efficientamento energetico, ma è in crescita anche il numero di adeguamenti degli impianti dell’edificio.

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Perché credere nella rigenerazione immobiliare

Il motivo per il quale la ristrutturazione, in questa fase storica, è da preferire alla costruzione, non solo dall’ottica dello Stato ma anche dall’ottica del bacino d’utenza, non riguarda solo le agevolazioni fiscali, ma anche la possibilità di poter aumentare il valore dell’immobile. E si osserva come chi si avventura nell’impresa si fidi innanzitutto dei professionisti, ma anche dello strumento del web per reperirli, poter scegliere il preventivo più conveniente, abbattere i costi con idee, anche queste, generate dalla sharing economy, e soluzioni sempre più ottimizzate.

Come è facile prevedere, il plusvalore massimo generato dalla ristrutturazione di un immobile ad uso residenziale si ottiene nelle città d’arte, con una top ten dove figurano, in ordine, Roma, Venezia, Firenze, Napoli, Bari, Milano, Bologna, Brescia, Catania e Genova. In particolare a Milano, il guadagno medio è del 17% se si preferisce la ristrutturazione del già esistente, potendo usufruire di uno sconto sulle spese che varia tra il 29 e il 35% circa, permettendo un risparmio medio di 65mila euro (costi di ristrutturazione inclusi) su un immobile che, a ristrutturazione ultimata, acquista un valore di 300mila euro.

Oggi più che mai, l’Italia è di fronte a un bivio: la rigenerazione immobiliare rappresenta un mercato dal potenziale unico, che per fruttare deve tenere conto di un mondo cambiato: l’immobile esiste in quanto parte di un sistema, che va tenuto in considerazione nel momento dell’intervento. Il contesto è di importanza fondamentale, come la destinazione d’uso e l’attenzione all’impiantistica. Una casa che vale, in Italia come in nessun altro posto, è il discriminante tra un’intera economia che arranca e un paese fiorente.

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