L’immobiliare nel 2017, ancora una crescita? Sì, ma di qualità

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Abbiamo visto come il 2016 sia stato un anno che ha sostanzialmente confermato la tendenza alla ripresa immobiliare, pur con i grandi stravolgimenti in Europa a livello politico, e come la tendenza dei mutui a rimanere a livelli accessibili per tutti non sembri destinata a cambiare presto.

Una crescita nazionale

L’incremento del volume di compravendita, verificatosi in tutti i comparti con intensità differenti e specificità regionali differenti, è un fatto generale ripetutosi in tutti i trimestri. Di pari passo, la stabilizzazione dei prezzi viene rilevata da una percentuale sempre maggiore di agenti (il 64%, rispetto al 47,3% dell’anno precedente, fonte Agenzia delle Entrate, Nota trimestrale III trimestre 2016, 5/12/2016). È sempre il Nord a trainare la crescita, a sua volta anticipato dalle rilevazioni nel territorio milanese.

Milano

A Milano, secondo le analisi Sigest, il mercato residenziale della compravendita è un mercato di sostituzione e di qualità. Scrive Enzo Albanese, CEO di Sigest, su Quotidiano Immobiliare: -Il prodotto che registra le migliori performance non è solo quello “nuovo” ma quello di “ultima generazione”, dove qualità e vivibilità rappresentano le caratteristiche irrinunciabili.- Ovvero progetti di elevata qualità, dalle caratteristiche dell’edificio a quelle del singolo appartamento, dall’impiantistica al capitolato, e che siano stati messi in vendita negli ultimi 12 mesi.

Le incognite del 2017

Ed è proprio questa tendenza alla ricerca della qualità che si confermerà nel 2017, anno nel quale il mercato sarà condizionato in maniera decisiva da numerose incognite esterne.
– Sono parecchi, infatti,- continua Albanese – i fattori esogeni al mercato (politici, economici, normativi, fiscali) che ne influenzeranno l’andamento sia sul fronte degli investimenti sia su quello dell’acquisto della casa. Il mercato immobiliare residenziale è ancora una realtà fragile che richiede di essere sostenuta per consolidare i propri fondamentali: se da un lato si presentano alcuni timidi segnali positivi (ad esempio con la crescita dei consumi da parte delle famiglie), dall’altro sono ancora molte le variabili da cui dipenderà la propensione all’acquisto (in primis le misure in tema di lavoro e l’equilibrio del sistema bancario) e in ultima istanza la fiducia nel futuro, premessa indispensabile anche per la scelta dell’acquisto della casa.

Sarà quindi un anno di transizione molto importante per il nostro paese, che dovrà provare di saper sfruttare un momento fertile per uno sviluppo che giovi a tutti, invece che inciampare nella fretta del profitto a breve termine.

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