Le nuove case Hi-Tech? Bisogna farle funzionare

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Le ragioni delle perplessità sulla domotica e le nuove tecnologie in casa, e qualche soluzione per il futuro.

Il tema della longevità dell’immobile sta diventando di grande attualità per il mercato. La velocità con cui sviluppiamo le nuove tecnologie, l’esplosione della domotica, l’introduzione delle nuove classi energetiche hanno inserito il mercato immobiliare in una prospettiva del tutto nuova, che va valutata nel momento in cui si interpretano i dati sulle vendite. Il mercato italiano propone spesso immobili che, per la loro età, non sono più adatti alle nuove esigenze tecnologiche. Si tratta di un problema che per essere risolto necessita di incentivi all’efficientamento dei vecchi edifici, o norme per la rottamazione del vecchio immobile.
Se questa tendenza al recupero è in Italia ancora lontana, il mercato del nuovo presenta alcuni rischi non da poco.
Spesso le nuove tecnologie nelle case di recente costruzione non vengono utilizzate al meglio, vanificando i vantaggi sul lungo termine che, sul costo della casa, sono stati pagati cari. Non di rado, le bollette delle classi energetiche A non presentano molte differenze da quelle di impianti meno nobili. Ciò va imputato a due fattori: uno strutturale, in quanto il costruttore spesso non comprende a fondo la ragion d’essere dell’intero sistema tecnologico che va ad installare in una casa, non ottimizzandone così il funzionamento; il secondo fattore è l’impreparazione di chi poi la casa la abita a gestire queste nuove tecnologie in modo che possano incidere con rilevanza sul bilancio mensile. Il malfunzionamento degli impianti hi-tech complica anche la loro manutenzione, e infine la durata. La domotica può essere un grande aiuto in casa, ma va trattata con maggior cura e attenzione rispetto alle utenze meccaniche e analogiche alle quali siamo stati abituati.
Un esempio molto interessante, in tal senso, è il termostato IoT dell’azienda Tado, compatibile con Siri e Alexa per un riscaldamento smart, iperconnesso e flessibile. Oppure Netatmo, un controller della temperatura da remoto in grado di differenziare stanza per stanza, per un’ottimizzazione dei consumi.
Fondamentale, per risolvere entrambi i lati del problema, dal costruttore all’utente, sarebbe l’accompagnamento di un’assistenza full time di almeno 5 anni, in modo da ottimizzare la tenuta dell’impiantistica e dare indicazioni importanti per il futuro al costruttore.
L’hi-tech non è più il futuro, ma il presente della vita in casa. Sta a noi cogliere le potenzialità del mezzo per ottenerne il massimo e vivere in una casa veramente innovativa.

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