Domande e risposte dalla situazione dei mutui nel 2016

Dove stanno andando i mutui nel contesto immobiliare italiano? Viviamo un periodo in cui ci sentiamo ripetere di continuo che la situazione dei mutui è in una congiuntura più che mai favorevole. Ma in quale misura ciò è vero? Da dove nasce questo stato delle cose e cosa può indicare al mercato immobiliare italiano? Questi i quesiti ai quali proveremo a rispondere.
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Dove stanno andando i mutui nel contesto immobiliare italiano? Viviamo un periodo in cui ci sentiamo ripetere di continuo che la situazione dei mutui è in una congiuntura più che mai favorevole. Ma in quale misura ciò è vero? Da dove nasce questo stato delle cose e cosa può indicare al mercato immobiliare italiano? Questi i quesiti ai quali proveremo a rispondere.

Come vanno i mutui

Dall’analisi dei dati 2016 sui mutui a cura di Quick Mutui, il primo trimestre dell’anno fa emergere una situazione molto chiara: la domanda aumenta in percentuale molto considerevole (+31,00%), ma l’importo medio richiesto è in decremento: 122.879€ contro i 123.333 del primo trimestre 2015, ben 11,8% in meno rispetto all’inizio del decennio.
Da un lato, questo significa che esistono effettivamente condizioni favorevoli offerte dalle aziende di credito; dall’altro che chi apre un mutuo mantiene un atteggiamento prudente. Ma si può ricondurre anche questo abbassamento alla reperibilità di immobili a prezzi più convenienti di un tempo.

Chi chiede quanto

Analizzando le aperture di mutui in funzione dell’importo, la fascia più richiesta è stata quella compresa tra i 100 e i 150 mila €, seguita da quella sotto i 75mila; se si osservano i dati in funzione della durata nel tempo, al primo posto troviamo la classe compresa tra i 15 e i 20 anni; solo un terzo delle richieste si settano su un periodo inferiore ai 15 anni.

Sono soprattutto persone sotto i 44 anni (i due terzi del totale) a fare richiesta, con una concentrazione tra i 35 e i 44 anni pari al 36,4%.

Grazie a un ulteriore abbassamento degli indici di riferimento Euribot IRS uniti a politiche commerciali sempre più aggressive e competitive da parte degli istituti di credito, il trend si conferma nel secondo trimestre, con una lieve ed inattesa contrazione in estate, culminata in un ritorno a indici negativi (giugno, -5%). Già a settembre, i valori tornano all’incremento (+6% rispetto allo stesso mese del 2015).

Conferme di fine anno

Nei primi nove mesi dunque, i dati del primo trimestre si confermano: gli italiani puntano a ridurre il più possibile l’impatto della rata sul reddito disponibile, cercando di non contrarre periodi di debito troppo lunghi (tra i 15 e i 20 anni).

Ad ottobre è stato registrato un improvviso incremento di interrogazioni sul Sistema di Informazioni Creditizie di CRIF, pari al +21,1% rispetto al 2015, crescita confermatasi a novembre, mentre tutti gli altri trend precedentemente esposti si mantengono equivalenti (classe più richiesta, incremento dell’importo finanziato, fasce d’età) e in crescita costante.

 

Il quadro dipinto da Quick Mutui ci restituisce l’istantanea di un paese che ha voglia di lasciarsi alle spalle la crisi, puntando sui valori che storicamente ne costituiscono i pilastri nazionali: l’investimento immobiliare come obiettivo scaturito da fattori culturali. Ed è un quadro che interessa soprattutto gli Istituti Creditizi, che sono chiamati a offrire iniziative commerciali in grado di rispondere alla domanda, mentre un mercato si rialza da una situazione difficile.

Per valutare quanto queste conclusioni si riflettano sulla situazione immobiliare attuale, consultate le proposte di vendita di Sigest. Se questo è il momento giusto, è necessario però imbattersi anche nell’immobile giusto.   

 

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