Ristrutturazioni edilizie: un mercato necessario in espansione

In Italia oltre 120 milioni mq di abitazioni vuote sono da ristrutturare (circa il 5% dei 2.450 milioni mq dello stock residenziale totale). Ciò significa che nell’immediato potrebbe sbloccarsi nel nostro Paese un mercato potenziale di oltre 1 milione di case.

In Italia oltre 120 milioni mq di abitazioni vuote sono da ristrutturare (circa il 5% dei 2.450 milioni mq dello stock residenziale totale). Ciò significa che nell’immediato potrebbe sbloccarsi nel nostro Paese un mercato potenziale di oltre 1 milione di case.

 

Sono alcuni dei numeri presentati a Milano da Scenari Immobiliari nel “Primo Rapporto sul recupero edilizio in Italia”.

 

In Italia, circa il 62,2% degli immobili è stato costruito prima del 1990 (il 30,1% addirittura prima del 1970). Un patrimonio superato, energivoro, spesso inadeguato a rispondere alla domanda che si è venuta a creare in questi anni. D’altro canto esistono sul mercato almeno 147 milioni di metri quadrati d’immobili vuoti e pronti a essere venduti, in contrasto con quelli inadatti e ancora da ristrutturare.

 

Ma se a prima vista queste possono sembrare difficoltà critiche, dall’altra parte rappresentano un’enorme opportunità: il recupero del patrimonio immobiliare rappresenta, infatti, una delle migliori opportunità per tutto il settore, perché è un mercato potenziale di 50 miliardi di euro con oltre il 19% delle compravendite (con punte del 25% a Napoli) che riguarda proprio case da ristrutturare.

 

Il mattone non è più il bene rifugio, soprattutto per le nuove generazioni. L’acquisto della casa non rappresenta più una priorità, sia per le mutate condizioni economiche dei giovani, più poveri rispetto alle generazioni precedenti, sia a causa di un cambiamento negli stili di vita. La domanda, ora, vuole case tecnologicamente avanzate, sicure, pensate per il risparmio energetico e l’utilizzo di materiali naturali, o comunque salubri.

 

Enzo Albanese, CEO di SIGEST, è intervenuto alla presentazione del rapporto: “Oggi gli utenti sono sempre più alla ricerca di immobili da riqualificare, perché possono essere più facilmente adattati alle proprie esigenze e gusti. A Milano, per esempio, nel 2016 l’80% delle transazioni è avvenuta su immobili che erano stati già riqualificati, e dove non erano necessari interventi che, spesso, risultano anche molto invasivi. In città gli immobili da riqualificare sono circa l’11%, mentre il 10% sono di nuova costruzione. Il futuro del mercato deve puntare alla riqualificazione d’interi immobili: è in questo modo che è possibile effettuare quegli interventi attenti all’efficienza energetica degli edifici, così come li richiede la domanda”.

 

 

 

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