Rigeneriamoci: 4,8 miliardi per lo sviluppo urbano in Italia

Il mercato immobiliare negli ultimi anni è in grande evoluzione, evidenza di questo cambiamento fondamentale è il rinnovato interesse verso il recupero di stabili e ristrutturazioni del costruito per migliorare il tessuto urbano e riconvertire intere aree dismesse.

Il mercato immobiliare negli ultimi anni è in grande evoluzione, evidenza di questo cambiamento fondamentale è il rinnovato interesse verso il recupero di stabili e ristrutturazioni del costruito per migliorare il tessuto urbano e riconvertire intere aree dismesse.

Dopo anni, infatti, si torna a costruire ma soprattutto si recupera e rigenera con ristrutturazioni a 360 gradi di edifici in disuso o ormai vetusti per gli standard contemporanei.  Si stima che tra il 2017 e il 2020 in Italia si faranno investimenti in sviluppo non residenziale per oltre 7 miliardi di euro. Direzionale e commerciale sono testa a testa con 44mila mq per il settore uffici e 418mila per il retail, per investimenti che si aggirano per il primo comparto intorno agli 864 milioni di euro e per il secondo sugli 843 milioni. Ma la fetta più ampia è quella dello sviluppo urbano con 4,8 miliardi di investimenti nel completo ripensamento di intere aree cittadine, a partire dagli ex scali ferroviari per arrivare fino ai campus universitari.

Bisogna fare ancora delle nette distinzioni tra le diverse aree del nostro Paese. A Milano e Roma il mercato degli sviluppi si può dire ripartito, meno in altre città.  Nel capoluogo lombardo per esempio il mercato degli uffici è cambiato radicalmente con l’intervento di Porta Nuova e nell’ultimo anno si sono costruiti 150 mila mq, mentre a Roma si costruiscono 75mila mq all’anno. Numeri più alti per Milano anche sul fronte dell’assorbimento: qui trovano affittuari ogni anno per 320mila mq, a Roma meno della metà degli spazi vengono locati nello stesso periodo (130-l50mila). La novità di questo ciclo immobiliare rispetto al precedente, chiuso nel 2008, è che gli investitori istituzionali puntano ampiamente sulle riqualificazioni. Anche in altre città si investe, ma trattandosi di mercati da 20-30mila mq all’anno sono troppo sottili per essere considerati di interesse per imprenditori che non siano locali.

Lo sviluppo passa spesso per la riconversione di intere aree dismesse. Molte legate a ex scali ferroviari ormai in disuso, da Milano a Bolzano e Bari. A Milano si parla degli ex scali ferroviari. Si tratta di un vasto processo di rigenerazione avviato nel 2005, e coivolge una serie di scali (Farini, Romana, Genova, San Cristoforo, Greco, Lambrate, Rogoredo) per un totale di 1.300.000 di metri quadri. Arriverà quindi nuovo residenziale, ma anche spazi verdi e servizi. Anche a Bari è prevista la riqualificazione degli ex scali ferroviari, così come a Bolzano l’intervento che ridisegnerà gli ex scali ferroviari consente l’edificazione di 240mila mq. Tornando a Milano, alle porte della città Sesto San Giovanni sarà teatro della riqualificazione delle ex aree Falck. Attive sono anche le Università. Nuova Bovisa concentra in circa 850mila metri quadri un mix funzionale costituito da residenze, servizi privati, produttivo e commerciale. Nella ex area della Centrale del Latte di Milano arriverà infine il nuovo Campus Bocconi.

 

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