Qualità della vita: il Sole 24 Ore conferma Milano sul podio italiano

L’edizione 2016 della Qualità della vita, la ricerca de Il Sole 24 Ore che mette a confronto le province italiane su un’ampia serie di indicatori articolati in sei settori d’indagine, riporta Milano sul podio, con la provincia di Aosta al primo posto e Trento al terzo.

L’edizione 2016 della Qualità della vita, la ricerca de Il Sole 24 Ore che mette a confronto le province italiane su un’ampia serie di indicatori articolati in sei settori d’indagine, riporta Milano sul podio, con la provincia di Aosta al primo posto e Trento al terzo.

Quest’anno la ricerca ha introdotto alcune novità rispetto agli anni precedenti, allo scopo di rendere più completo il check della vivibilità sul territorio, ponendo una maggiore attenzione alle esigenze e ai problemi più attuali della collettività: il valore della casa, il lavoro per i giovani, la capacità di innovare, l’integrazione degli stranieri, l’offerta welfare, la partecipazione civile. Le sei aree hanno quindi acquisito una denominazione più inclusiva e i parametri da 36 solo saliti a 42.

 

Milano si posiziona al primo posto tra le province di maggiori dimensioni come nella scorsa edizione e ancora una volta sfiora il primato grazie alle ottime performance nei settori economici, occupazionali, dei servizi e del tempo libero. Anche i dati sui reati iniziano a calare rispetto agli anni precedenti.

 

Andando nel dettaglio degli indicatori della ricerca, la provincia di Milano raggiunge il primo posto nella categoria Reddito Risparmi Consumi, e il primo posto nelle sottocategorie Pil pro capite, Media mensile delle pensioni e Depositi bancari pro capite. Ancora al primo posto anche nel settore Affari Lavoro Innovazione, soprattutto nella sottocategoria Domande e brevetti ogni mille abitanti. La città raggiunge infine il podio anche nella categoria Ambiente Servizi Welfare e nella sottocategoria Copertura della banda larga in percentuale alla popolazione.

 

La fotografia che emerge dalla pagella finale non cambia molto rispetto agli anni scorsi: con la provincia di Vibo Valentia nuovamente ultima classificata, emerge ancora il divario tra Nord e Sud. Inoltre, le province di maggiori dimensioni sono ancora frenate da nodi di sicurezza e ambiente nel loro slancio in avanti e le realtà medie o piccole (spesso beneficiate dall’autonomia) rimangono i più alti modelli di vivibilità.

 

Per approfondimenti sulla ricerca clicca qui.

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