Il punto di vista degli operatori immobiliari presentato a urbanpromo

In occasione del convegno UrbanPromo organizzato dall’Inu (Istituto Nazionale di Urbanistica) sugli sviluppi del bando periferie alla Triennale di Milano, facente parte delle numerose iniziative promosse nel corso della XIV edizione di UrbanPromo “Progetti per il Paese”, sono state presentate dieci proposte per la rigenerazione urbana da parte di Silvia Viviani, presidente dell’Istituto.

All’interno del convegno Vincenzo Abanese, CEO di Sigest, ha dato voce agli operatori immobiliari che lavorano in prima linea per lo sviluppo effettivo del tessuto urbano. Con la sua esperienza Albanese ha sottolineato che solo “Le città che sapranno valorizzare il contributo di tutti i cittadini avranno un rilevante vantaggio competitivo rispetto alle altre”.

 

La cooperazione e l’integrazione sono aspetti fondamentali quando appunto si parla dello sviluppo delle periferie, da qui la suggestione sempre nel suo intervento di realizzare un nuovo quartiere volano che consenta lo spostamento momentaneo degli abitanti in alloggi provvisori al fine di riqualificare interi edifici di edilizia pubblica vetusta. Spunto potrebbe essere senz’altro l’esperienza vincente di Artscape che prevede lo sviluppo urbano attraverso la riqualificazione e il recupero di quartieri e edifici dismessi e degradati che vengono trasformati in punti di convergenza per artisti, ottenendo una sorta di effetto trascinamento che porta a un miglioramento della qualità di vita di tutto il quartiere. La forza motrice di tale processo è da ricercarsi nell’arte e nella cultura che da sempre è connotata di una spinta innovativa e stimolante.

 

In tale contesto è poi da tener conto che il mercato della casa è profondamente cambiato negli ultimi anni, portando a una forte segmentazione dello stesso. Infatti oggi sarebbe più corretto parlare de “I mercati della casa”, in quanto non solo in termini di compravendita residenziale assistiamo a due spaccati totalmente differenti per quanto riguarda il nuovo e l’usato, ma è sempre più presente la necessità di andare incontro a un vivere contemporaneo che vede la locazione come specchio di un presente lavorativo sempre più nomade e flessibile. D’altro canto mutano anche le forme dell’abitare con un bisogno reale di spazi di condivisione, studiati ad hoc, ne sono un esempio i modelli di senior housing e student house.

“In quest’ottica non resta che accogliere le sfide del presente per proiettarci nel futuro per un mercato della casa partecipato e innovativo.” – conclude Albanese.

 

 

 

 

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