I nuovi italiani:tra casa lavoro e cultura per l’integrazione

Il 19,1% degli immigrati che risiedono in Italia – e il 7% degli studenti - vive in una casa di proprietà. Nell’ultimo decennio gli stranieri hanno acquistato circa 850mila alloggi. Sono questi alcuni dei dati emersi durante il convegno “I nuovi Italiani – Casa, lavoro, cultura per l’integrazione” organizzato nei giorni scorsi da Sidief e Banca d’Italia. Gli stranieri che risiedono regolarmente nel nostro territorio sono più di 5 milioni, a cui sono da aggiungere anche circa 70mila studenti universitari. La distribuzione della presenza di immigrati non è omogenea in tutta Italia, ma si concentra soprattutto nelle grandi città del Centro-Nord, come Milano, dove raggiunge il 19% del totale dei residenti, Torino e Bologna (15%), Roma e Venezia (13%). La ricerca evidenzia che la stragrande maggioranza dei lavoratori immigrati (64,7%) vive in affitto, raggiungendo una domanda potenziale che coinvolge circa 3,2 milioni di persone. Il mercato immobiliare cui fanno riferimento gli stranieri offre degli standard molto bassi, soprattutto in considerazione della metratura e della qualità degli alloggi, con stanze che molto spesso sono in condivisione. “Gli stranieri – dichiara Mario Breglia, presidente di Sidief – sono in prima fila nella ricerca di una casa da acquistare. Si stima che almeno un milione di persone, in affitto o in coabitazione, abbiano un reddito sufficiente per pagare un mutuo per la casa tra i 600 e gli 800 euro mensili. Questa cifra peraltro consentirebbe anche di pagare affitti a canoni concordati, ma è assente un’offerta adeguata sia di mercato che di tipo pubblico.” Si calcola che negli ultimi dieci anni quei pochi immigrati che sono proprietari di casa abbiano speso per comprarla poco più di 120mila euro. Tuttavia, recentemente è stato rilevato anche un calo degli acquisti, determinato principalmente dalla difficoltà di riuscire ad ottenere un mutuo. Pertanto è innegabile che con mutui più accessibili gli stranieri possano ritornare ad assumere un ruolo di spinta propulsiva per il mercato residenziale italiano.  

Il 19,1% degli immigrati che risiedono in Italia – e il 7% degli studenti – vive in una casa di proprietà. Nell’ultimo decennio gli stranieri hanno acquistato circa 850mila alloggi. Sono questi alcuni dei dati emersi durante il convegno I nuovi Italiani – Casa, lavoro, cultura per l’integrazione” organizzato nei giorni scorsi da Sidief e Banca d’Italia.

Gli stranieri che risiedono regolarmente nel nostro territorio sono più di 5 milioni, a cui sono da aggiungere anche circa 70mila studenti universitari. La distribuzione della presenza di immigrati non è omogenea in tutta Italia, ma si concentra soprattutto nelle grandi città del Centro-Nord, come Milano, dove raggiunge il 19% del totale dei residenti, Torino e Bologna (15%), Roma e Venezia (13%).

La ricerca evidenzia che la stragrande maggioranza dei lavoratori immigrati (64,7%) vive in affitto, raggiungendo una domanda potenziale che coinvolge circa 3,2 milioni di persone. Il mercato immobiliare cui fanno riferimento gli stranieri offre degli standard molto bassi, soprattutto in considerazione della metratura e della qualità degli alloggi, con stanze che molto spesso sono in condivisione.

“Gli stranieri – dichiara Mario Breglia, presidente di Sidief – sono in prima fila nella ricerca di una casa da acquistare. Si stima che almeno un milione di persone, in affitto o in coabitazione, abbiano un reddito sufficiente per pagare un mutuo per la casa tra i 600 e gli 800 euro mensili. Questa cifra peraltro consentirebbe anche di pagare affitti a canoni concordati, ma è assente un’offerta adeguata sia di mercato che di tipo pubblico.”

Si calcola che negli ultimi dieci anni quei pochi immigrati che sono proprietari di casa abbiano speso per comprarla poco più di 120mila euro. Tuttavia, recentemente è stato rilevato anche un calo degli acquisti, determinato principalmente dalla difficoltà di riuscire ad ottenere un mutuo.

Pertanto è innegabile che con mutui più accessibili gli stranieri possano ritornare ad assumere un ruolo di spinta propulsiva per il mercato residenziale italiano.

 

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