Lo student housing diventa realtà a Milano

Come rispondere alla richiesta sempre più crescente di accogliere talenti internazionali in itlia e in particolar modo a Milano? Una domanda che i player del mondo real estate hanno accolto, analizzato e confrontato e finalmente atterrano anche nel nostro Paese iniziative di student housing di impronta anglosassone: meno spazio privato ma più spazio condiviso.

Il casi sono tanti, è stata recentemente svelata la Torre della Bocconi che aprirà a settembre le sue 300 residenze per universitari. È il primo tassello del progetto firmato dagli architetti giapponesi dello studio Sanaa che non comprende solo residenze: si tratta di 35.756 metri quadrati sull’ex Centrale del Latte, dove stanno nascendo quattro edifici per la Sda Bocconi School of management, un centro sportivo e ricreativo (con piscina olimpica, due palestre, centro fitness), un’area verde di 17.500 metri quadrati, di cui 13.970 di parco pubblico, un parcheggio sotterraneo. Il tutto costerà alle casse dell’ateneo 130 milioni di euro. Il termine dei lavori è previsto per il 2019.

L’iniziativa Bocconi però non è l’unica. Sul territorio milanese l’edilizia residenziale universitaria finalmente fiorisce: importanti le novità che interesseranno infatti il trasferimento delle facoltà scientifiche dell’università Statale a Rho, nell’ex area Expo, inoltre in via Giovenale, Hines ha presentato un innovativo e ampio progetto dedicato alla locazione breve. Un’iniziativa che prevede ben 600 posti letto con soluzioni di microliving, cioè miniappartamenti e camere destinati anche a chi avrà necessità di restare in città per lavoro per periodi brevi. Ci saranno più spazi e servizi come aree comuni, biblioteca, sala cinema, palestra e piscina. L’intero progetto verrà gestito direttamente da Hines attraverso Aparto, società che attualmente gestisce 3.600 posti letto in Regno Unito e Irlanda e che ne sta realizzando altri 1.400 in altre città europee. I lavori per la realizzazione dell’area di via Giovenale inizieranno a breve e dovrebbero concludersi entro la fine del 2020.

 

 

“L’atterrare di queste iniziative sul nostro territorio è la prova di quanto il mercato della casa stia vivendo un rinnovato fermento, unico quando si parla di residenziale 2.0. Infatti le nuove edificazioni e modernizzazioni del portafoglio abitativo del Paese sono necessarie e introducono finalmente nuove forme di abitare, come gli student housing, che creano nuovi mercati, aprendo  inoltre la porta di casa alla locazione per brevi periodi, esigenza evidente del nostro vivere, privato e lavorativo, più fluido e meno sedentario.“ –  ha commentato Vincenzo Albanese, ceo di Sigest.

 

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