Enabling house: per abitare il benessere

Solo in Europa il 34% della popolazione avrà più di 60 anni entro il 2050. L’aspettativa di vita si allunga e il design, insieme alla domotica, si misurano con una popolazione più anziana che avrà di sicuro funzionalità ridotte o de-potenziate ma non meno esigente in tema di gusto estetico da soddisfare.

Gli over 50 rappresentano, infatti, un gruppo di consumatori influenti. Hanno libertà da impegni economici e familiari e, di conseguenza, potere di spesa. Non si sentono alla fine della vita, sono generalmente in forma, indipendenti e con molti desideri ancora da realizzare. In pratica, anche in relazione all’ambiente che vivono non sembrano e non agiscono come degli anziani esigendo stile e comfort allo stesso tempo.

In questo contesto i trend di interni rivoluzionano, mettono in discussione e ridefiniscono gli standard del design fino ad oggi definito “medicale”.

 

Come sottolineato nell’ultima edizione del Salone del Mobile, design e arredi possono rappresentare una cura non solo “estetica” ma anche “fisica” e incidere positivamente sul benessere di chi interagisce con essi. L’idea che le mura domestiche – il luogo in cui tutti gli individui trascorrono una larga fetta della loro esistenza – contribuiscano attivamente a supportarne le attività, soprattutto nelle fasi più avanzate della vita, diventa centrale in prospettiva, considerata la tendenza all’invecchiamento che la popolazione del pianeta sta sperimentando.

 

Piccoli e grandi accorgimenti che architetti d’interni e designer possono studiare per rendere mobili e arredi un’appendice del corpo che in alcuni casi si sostituisce a esso oppure per trasformarli in dispositivi che migliorano la qualità della vita di chi li utilizza. In tal modo gli spazi abitativi si prestano a diventare dei validi alleati nello svolgimento delle pratiche di ogni giorno e nel perseguimento di uno stato psico-fisico ottimale.

 

Infine le proprietà “terapeutiche” del design non sono esclusivamente riservate a chi ne ha maggiormente bisogno, come i più anziani. Tra progettisti e giovani designer si fa sempre più strada la concezione che si possano trarre benefici concreti per la salute fisica dall’ambiente che ci circonda e dagli arredi che usiamo quotidianamente.

 

Il principio è quello del design thinking che mette al centro del processo creativo e progettuale i bisogni delle persone e la loro risposta emotiva e relazionale con l’oggetto o il prodotto che nasce per soddisfarli. In quest’ottica una sedia, oltre a una seduta confortevole e a un design accattivante, può avere un valore aggiunto in termini di “apprendimento” e miglioramento delle consuetudini, influendo in modo diretto sulla condizione fisica di chi la usa.
Se progettato anche con questi criteri e popolato di oggetti che rispondono a queste caratteristiche, lo spazio abitativo può diventare molto di più di un ambiente confortevole e trasformarsi in uno strumento abilitante al mantenimento del benessere fisico di chi lo abita.

Leave a Comment

NEWS

Tramonto Maldive

Buone vacanze da Sigest!

” A man travels the world over in search of what he needs and returns home to find it.” George Moore, celebre letterato irlandese dello scorso secolo, attraverso questa citazione […]