Big Data: la risorsa più preziosa al mondo

Se prima la risorsa più preziosa al mondo era il petrolio, secondo il The Economist e non solo, oggi è rappresentata dai dati. Cosa è cambiato? Gli smartphone e internet restituiscono un’abbondanza di dati e informazioni, onnipresenti e molto preziosi. Sia che si stia andando a correre, a guardare la TV o addirittura nel traffico, praticamente ogni attività crea una traccia digitale. Poiché i dispositivi, dagli orologi alle automobili si collegano a Internet, il volume è in aumento quanto è crescente l’utilizzo stesso di tool IoT. Nel frattempo, le tecniche di intelligenza artificiale (AI) come l'apprendimento automatico estraggono più valore dai dati. Gli algoritmi sono in grado di prevedere quando un cliente è pronto ad acquistare, le sue preferenze ed esigenze.

Se prima la risorsa più preziosa al mondo era il petrolio, secondo il The Economist e non solo, oggi è rappresentata dai dati. Cosa è cambiato? Gli smartphone e internet restituiscono un’abbondanza di dati e informazioni, onnipresenti e molto preziosi. Sia che si stia andando a correre, a guardare la TV o addirittura nel traffico, praticamente ogni attività crea una traccia digitale. Poiché i dispositivi, dagli orologi alle automobili si collegano a Internet, il volume è in aumento quanto è crescente l’utilizzo stesso di tool IoT. Nel frattempo, le tecniche di intelligenza artificiale (AI) come l’apprendimento automatico estraggono più valore dai dati. Gli algoritmi sono in grado di prevedere quando un cliente è pronto ad acquistare, le sue preferenze ed esigenze.

Questa abbondanza di dati modifica la natura della concorrenza. Raccogliendo più dati, un’azienda ha più variabili e informazioni per migliorare i suoi prodotti e la sua offerta, così da attrarre più utenti, generando ancora più dati e così via.

 

I cosi detti Big Data hanno un’importanza enorme anche per il mercato immobiliare. Infatti questo flusso di informazioni di prima mano e privo di un rientro economico o di una influenza esterna a fini commerciali rappresenta una fonte di informazione collaterale anche per chi vuole acquistare una casa e non sa nulla del quartiere in cui andrà a vivere. Perché per scegliere casa non basta conoscere solamente prezzi per metro quadrato o andamento di mercato. La sfida in ambito real estate sta nell’estrarre e strutturare le informazioni dalla massa di dati eterogenei che vengono prodotti e scambiati quotidianamente in rete.  Questo consentirebbe senz’altro di approfondire la conoscenza dell’ambiente urbano e il suo tessuto sociale ed economico, ma soprattutto di  effettuare previsioni di risultati e comportamenti fondamentali per determinare il successo, ad esempio, di piani di valorizzazione e riposizionamento di immobili. L’utilizzo su larga scala di basi informative georeferenziate offre inoltre un prezioso supporto alla valutazione della capacità di attrazione del territorio e alla definizione del pricing.

Il potenziale dei modelli predittivi basati sull’analisi dei Big Data nel Real Estate è dunque una risorsa incredibile da esplorare per i consulenti immobiliari con i giusti strumenti di analisi, volano e acceleratore per generare vantaggio competitivo, tuttavia lo strumento deve esser accompagnato dalla competenza.

I dati devono essere letti ed interpretati nel modo più funzionale al modello di business. La competenza resta sempre e comunque un valore che nessuna tecnologia è in grado di sostituire.

 

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