Materiali e luce, performance e sensazioni. Incontro con Marco Piva

Abitare il futuro significa anche saperlo immaginare all’interno di un pensiero organizzato e coerente, che sappia tradurre le tendenze in progetti architettonici di qualità, in grado influenzare il mercato. Ecco perché abbiamo intervistato alcuni architetti in grado di fornire queste visioni e saperle raccontare al pubblico. È il turno di Marco Piva. Nel suo studio di Milano, l’architetto e designer Marco Piva porta avanti la sua ricerca sui materiali costruttivi ed una progettazione che li sfrutti in modo innovativo, efficiente e strategico.
pexels-photo-62402.jpeg

Abitare il futuro significa anche saperlo immaginare all’interno di un pensiero organizzato e coerente, che sappia tradurre le tendenze in progetti architettonici di qualità, in grado influenzare il mercato. Ecco perché abbiamo intervistato alcuni architetti in grado di fornire queste visioni e saperle raccontare al pubblico. È il turno di Marco Piva.

Nel suo studio di Milano, l’architetto e designer Marco Piva porta avanti la sua ricerca sui materiali costruttivi ed una progettazione che li sfrutti in modo innovativo, efficiente e strategico.

Da anni, la sua passione e il suo lavoro si sono fusi in un ambito molto importante per l’edilizia: la ricerca e la sperimentazione sui materiali e il loro utilizzo. Oliviero Tronconi l’ha incontrato per un’intervista sulla sua vision e le sue realizzazioni, il testo è stato anche pubblicato nel volume Sigest Le nuove forme dell’abitare 2.0 Passato, presente e futuro.

I due principi più importanti espressi da Marco Piva nell’ambito della sua attività riguardano tecnologia e sostenibilità, entrambi a suo avviso egualmente rilevanti e da considerarsi pienamente implementati soltanto quando uniti in sinergia; in altre parole, l’innovazione lavora per l’ambiente e l’ambiente fornisce nuove risorse all’innovazione per un’architettura durevole e all’avanguardia. Secondo Piva, è infatti impensabile che al giorno d’oggi la ricerca e la produzione di nuovi materiali possa prescindere dalla sostenibilità ambientale in tutto il ciclo di vita dell’edificio, tanto quando è fondamentale sviluppare soluzioni innovative per la riduzione dei costi costruttivi e dei tempi di realizzazione, per contribuire in modo reale e sostanziale alla rigenerazione urbana. Le tecnologie del legno e dell’acciaio si prestano particolarmente a questo scopo in ambito residenziale e per un target molto vario, e possono anche essere riutilizzati o riciclati alla fine del ciclo di vita degli edifici per la cui costruzione sono stati usati.

Il lavoro di Marco Piva ha trovato realizzazione in molti progetti, due fra i quali sono presentati come case study di realtà diverse per le quali è stato applicato il medesimo set di principi.

Residenza monofamiliare al lago

Scheda tecnica del progetto

Localizzazione Mezzegra, Como
Committente Privato
Impresa di costruzione Pivetta Francesco & C.
Slp mq 533
Numero piani 3
Volume totale mc 1.598
Inizio lavori: 2010 Fine lavori: 2012
Struttura portante Telaio di calcestruzzo armato, solai in laterocemento
Chiusura verticale Parete opaca: parete mista di laterizi forati e mattoni pieni con strato interno ed esterno di intonaco termoisolante.
Parete trasparente: vetrate bassoemissive montate su telaio di alluminio a taglio termico.
Copertura Tetto a due falde con struttura di laterocemento, isolamento in poliuretano, ricoperto in parte con pannelli fotovoltaici
Impianti Impianto fotovoltaico posizionato sulla copertura

Il progetto di riqualificazione di questa villa unifamiliare è stato avviato con lo scopo di ristrutturare l’abitazione con particolare attenzione all’interior design. Poiché l’edificio originale era stato costruito negli anni ’80 con sistemi costruttivi misti e la villa si presentava in parziale stato di abbandono, tuttavia, si è dovuti partire da un intervento strutturale di consolidazione e stabilizzazione, e dal rifacimento della copertura con pannelli fotovoltaici. L’aspetto si è mantenuto comunque armonioso con il contesto dell’area, nonostante le tecnologie utilizzate per gli esterni.

Dopo la sostituzione della pavimentazione e la riorganizzazione delle pareti interne si è passati all’intervento più impattante, ovvero quello sul porticato, che ha mantenuto la forma architettonica originale ma essa è stata chiusa sui tre lati da grandi vetrate bassoemissive montati su telai di alluminio a taglio termico.

pexels-photo-195935.jpeg

Un altro aspetto innovativo della villa è lo studio illuminotecnico che l’ha interessata: l’aumento delle superfici vetrate ha permesso di sfruttare al meglio la luce naturale con i suoi effetti benefici, al contempo il sistema di illuminazione artificiale è stato diversificato per ogni ambiente.

L’armonia tra gli spazi di questo progetto, la cui realizzazione è stata terminata nel 2012,  è accentuata grazie alla predisposizione dell’illuminazione e allo studio del verde nel giardino, per un risultato elegante e confortevole in tutti i suoi aspetti.

Rawdhat Residential Buildings

Scheda tecnica del progetto

Localizzazione Abu Dhabi
Committente Privato
Numero edifici 2
Slp Edificio C70 13.445, 79 mq
Edificio C78 10.664, 34 mq
Edificio C70 10 piani FT 3 interrati
Edificio C78 8 piani 3 interrati
Numero appartamenti 180
Progetto Impianti Sinergo Spa
Inizio lavori: 2013 Fine lavori: in corso
Importo lavori 40 milioni di dollari
Struttura portante Telaio di acciaio, corpo controventante centrale in cemento armato
Chiusura verticale Facciata ventilata meccanicamente con struttura portante in alluminio
Parete interna Vetrocamera, pannelli isolanti multistrato
Copertura Struttura ventilata, in parte ricoperta con pannelli fotovoltaici e in parte con tetto verde
Impianti Impianto di condizionamento di tipo idronico con distribuzione a portata d’aria variabile, sistema di raccolta rifiuti tipo Automated Vacuum Waste Collection System, impianto di raccolta e stoccaggio delle acque meteoriche

Un post condiviso da CAP sarl (@capsarl) in data:

Il complesso Rawdhat Residential Buildings ad Abu Dhabi è costituito da due edifici i cui prospetti sono disegnati con linee essenziali che evidenziano il contrasto tra volumi pieni e trasparenti. La realizzazione, ancora in corso, vede una struttura portante costituita da elementi prefabbricati con tecnologia XTC, che impiega sistemi industrializzati analoghi a quelli impiegati per costruire navi e aerei. La chiusura verticale è costituita da una parete ventilata in vetrocamera a triplo vetro, sostenuta da profili e staffe in lega d’alluminio. Anche qui la ricerca di materiali funzionali ed innovativi si accompagna alla tecnologia usata fra le altre cose anche per il sistema di oscuramento, interamente elettronico. La copertura è realizzata in parte con pannelli fotovoltaici e in parte con tetto verde, entrambi integrati con un sistema di depurazione e riciclo delle acque meteoriche.

take-off-1435962_1920

Il sistema di smaltimento dei rifiuti è automatizzato e consente l’eliminazione dell’immondizia in modo pulito, veloce ed ecologico: è grazie a queste tecnologie ecocompatibili che i consumi energetici e idrici dell’edificio risultano molto ridotti e, una volta completo, l’edificio sarà anche dotato di un sistema di controllo e monitoraggio dei dati sui consumi stessi, che saranno a disposizione degli studenti universitari per le loro ricerche.

Leave a Comment

NEWS

Vivere-sotto-Copertura-1

Vivere sotto copertura

Cogliere gli aspetti essenziali delle dinamiche che caratterizzano oggi il settore edilizio e immobiliare è lo spirito con il quale è stato elaborato il testo, pubblicato lo scorso ottobre, a […]