Il giardino inaspettato – Dare respiro al verde nelle nostre città

L’equilibrio della vita metropolitana moderna si gioca sulla coesistenza di vaste costruzioni e imponenti edifici di cemento, e aree verdi in cui respirare ossigeno. Per questo motivo la natura è importante: quando il verde è presente dove viviamo e dove abitiamo tutti i giorni, la nostra qualità di vita ne beneficia, poiché è sinonimo di benessere. Ne sono la prova anche le politiche amministrative delle città, sempre più orientate a valorizzare gli spazi verdi; grandi strategie, spesso rallentate dalla macchina della burocrazia e della politica stessa, alla base delle quali senza dubbio vi sono delle idee valide e mirate al benessere dei cittadini.
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L’equilibrio della vita metropolitana moderna si gioca sulla coesistenza di vaste costruzioni e imponenti edifici di cemento, e aree verdi in cui respirare ossigeno.
Per questo motivo la natura è importante: quando il verde è presente dove viviamo e dove abitiamo tutti i giorni, la nostra qualità di vita ne beneficia, poiché è sinonimo di benessere. Ne sono la prova anche le politiche amministrative delle città, sempre più orientate a valorizzare gli spazi verdi; grandi strategie, spesso rallentate dalla macchina della burocrazia e della politica stessa, alla base delle quali senza dubbio vi sono delle idee valide e mirate al benessere dei cittadini.

Anzitutto, è necessario reinventare un nuovo modo di vedere e vivere la propria città, partendo dal grande potenziale racchiuso nei ritagli di spazio che non appartengono a nessuno, in quelle zone lasciate a margine di progetti più ampi e che sono cadute nell’abbandono per mancanza di fantasia o perché considerate svantaggiate. A livello pubblico la valorizzazione degli spazi urbani in disuso con la natura non sembra attecchire in modo consistente, nonostante vi siano esempi celebri che dimostrano dei risultati molto apprezzabili, come la High Line di New York, il percorso ferroviario in quota che attraversa tutta la città. Cosa fare, quindi? Anche il cittadino comune può agire nel suo piccolo, è semplice. Il contesto urbano, soprattutto quello privato, può cambiare nel suo piccolo, se si riescono a rendere concrete anche le idee meno complesse. Inventare il verde dove non c’è non è impossibile: con i giusti interventi, un angolo di cortile abbandonato diventa un giardino, il retro di un condominio diventa una piccola oasi, e anche all’interno di una sala riunioni può prendere vita una serra fiorita. La scelta della specie floreale è cruciale dal punto di vista dell’impatto sui costi, perché piante a bassa richiesta di manutenzione renderanno il progetto sostenibile e il beneficio più duraturo.

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La ricerca del verde è un’esigenza che ha delle ripercussioni anche sul mercato immobiliare: chi compra casa la cerca con una terrazza o con un balcone, mentre chi possiede un giardino in città è un privilegiato. Quando l’ingresso ad un edificio non avviene direttamente dalla strada ma si trova all’interno di un cortile, è inevitabile che la qualità della sistemazione della corte influisca molto sull’immagine che si vuole trasmettere, sia che si tratti del proprio luogo di lavoro che della propria abitazione. L’obiettivo primario è far concentrare l’attenzione del visitatore sullo scenario basso del cortile, in modo che la prima impressione condizioni anche uno sguardo spinto più in alto, valorizzando l’edificio come colpo d’occhio generale e anche frazionato nei dettagli, in un gioco di dialogo tra la natura e la staticità dell’edificio, ravvivata da profumi e colori, da stagioni che cambiano volto alla facciata incuriosendo, sorprendendo. Sulle stesse attenzioni si basa l’intervento alla sede di Sigest, con una ristrutturazione che ha coinvolto il cortile d’ingresso con la presenza di muro verde che nasconde una parete laterale, e un piccolo giardino a “parterre” di bosso, delimitato da un muretto.
Dare maggiore spazio al verde all’interno dei nostri spazi urbani rappresenta una vera sfida; ma riuscire a ripensare degli spazi in disuso in modo del tutto nuovo, creando una soluzione gradevole, progettata, e gestita anche con fantasia, può essere non solo piacevole alla vista, ma diventare anche un’occasione per socializzare.

Emanuele Bortolotti (Milano, 1955) da oltre trent’anni è attivo nella progettazione del verde in Italia e all’estero, per il pubblico e il privato, per le infrastrutture, il turismo e il recupero ambientale. È tra i fondatori, e attuale amministratore e titolare dello studio AG&P (Architettura dei Giardini e del Paesaggio). Ha insegnato al Politecnico di Milano, con la Fondazione Minoprio, all’ISAD di Milano e alla Scuola Agraria del Parco di Monza. Ha curato il la progettazione e realizzazione degli esterni del Padiglione Azerbaijan in occasione di Expo Milano 2015.

Foto credits: Barbara Frangi

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