Il consum-autore: nuove abitudini di consumo in relazione al bene “casa”

Di pari passo allo sviluppo del mondo che ci circonda, mutano anche i comportamenti del nuovo consumatore. Le sue abitudini si sono gradualmente modificate a partire dalla metà degli anni Novanta, grazie anche ad una maggiore disponibilità economica che gli ha consentito di slegarsi sempre più da trend e mode del momento, sviluppando in modo inedito le sue abitudini d’acquisto.
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Di pari passo allo sviluppo del mondo che ci circonda, mutano anche i comportamenti del nuovo consumatore. Le sue abitudini si sono gradualmente modificate a partire dalla metà degli anni Novanta, grazie anche ad una maggiore disponibilità economica che gli ha consentito di slegarsi sempre più da trend e mode del momento, sviluppando in modo inedito le sue abitudini d’acquisto.

Quelli di oggi si possono definire consum-autori: persone autonome nel consumo, che decidono del loro stesso acquisto senza sottostare ai condizionamenti imposti dagli stili di vita di tendenza, concependo l’attività del consumo soprattutto come occasione di vita”, come esperienza. La crisi ha portato con sé scelte più vincolate, ecco perché nell’acquisto si sceglie la qualità più che la quantità. Si compra meno ma meglio: gli oggetti diventano compagni di vita, l’investimento economico è più elevato per un prodotto che deve accompagnare per un tempo più prolungato.

Queste abitudini valgono anche quando il bene in questione è la casa. In un momento storico in cui il consumatore non si fa più condizionare troppo dalla tendenza dominante, non è detto che le influenze cessino di esistere: semplicemente, non è più prevedibile quali risultati abbiano sul mercato. Il rapporto che l’italiano ha con la sua casa si riflette anche nelle sue scelte d’acquisto: l’80% delle famiglie italiane ne ha una di proprietà, e non a caso siamo tra i maggiori acquirenti di case al mondo. Ma è soprattutto la nostra concezione di casa a fare la differenza: questa infatti rappresenta il guscio, un mondo molto personale, per questo le scelte che la riguardano possono essere contraddittorie, seppur accomunate dal pragmatismo.

Il denominatore comune di ogni acquisto è il benessere, la base fondamentale che si traduce nella più alta qualità della vita possibile (e necessaria), e che poi si può declinare a partire dal lusso. In passato la ricerca del benessere, con i valori che ne derivano, è sempre stato appannaggio quasi esclusivo del mondo femminile, ma negli ultimi anni sta trovando la sua traduzione anche nel mondo maschile, come cura, attenzione e capacità di scelta.

È pertanto fondamentale offrire al consumatore l’occasione di vita, prima che il bene sul mercato, il prodotto per cui valga la pena spendere, mettendo in primo piano l’esperienza felice o eccellente che può offrire.

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