Progettazione plurisensoriale, progettazione per tutti: il tatto

Dopo aver parlato di progettazione plurisensoriale e averne visto l’applicazione per olfatto e udito, ci immergiamo oggi in un altro dei sensi coinvolti nel design per tutti: il tatto.
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Dopo aver parlato di progettazione plurisensoriale e averne visto l’applicazione per olfatto e udito, ci immergiamo oggi in un altro dei sensi coinvolti nel design per tutti: il tatto. Si tratta di un senso molto potente che sa rievocare sensazioni profonde ed ha importanti funzioni percettive; inoltre, a differenza di quanto si possa pensare rispetto al nome “tatto”, esso non riguarda soltanto ciò che l’essere umano tocca con le mani, bensì tutto ciò che entra in contatto con la superficie cutanea e attraverso essa trasmette degli stimoli. In effetti, può andare anche ben oltre questa definizione, perché si può avere una percezione tattile anche rispetto a qualcosa che non si sta effettivamente toccando, ma si immagina a contatto con la propria pelle. Una superficie dura o morbida, calda o fredda, possono trasmettere una sensazione reale anche senza essere effettivamente toccate, e contribuire così alla creazione di un’idea più o meno positiva, più o meno rassicurante nella mente dell’individuo.

L’aggiunta di tecnologie touch per la gestione di molte funzioni di una casa o di qualsiasi altra struttura ha senz’altro dato nuova luce al ruolo del tatto nella fruizione di uno spazio, ma perché si possa parlare di progettazione plurisensoriale, e quindi inclusiva, non si deve osservare la tecnologia come accessorio, né si deve semplicisticamente collegare il tatto al polpastrello che attiva l’allarme in casa o gestisce la temperatura del termostato in ufficio con il semplice tocco di uno schermo. La domotica è uno dei mondi in cui il tatto ha acquistato nuova importanza, ma quando si parla di progettazione plurisensoriale si intende inclusione di tutti gli individui in una vera e propria esperienza in cui uno o più sensi garantiscono la massima fruibilità dello spazio in modo positivo, sicuro e completo.

Come fatto in precedenza rispetto agli altri sensi, presentiamo di seguito degli esempi virtuosi e delle possibili applicazioni della facoltà tattile all’interno di una progettazione inclusiva.

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Il tatto per la progettazione residenziale

La frontiera del design plurisensoriale per il tatto deve andare oltre la tecnologia touch: come sottolineato da Marcus Engman, direttore di produzione IKEA, toccare uno schermo è probabilmente l’azione che compiamo con più frequenza durante il giorno, e può rivelarsi noiosa a lungo andare, soprattutto se il touch diventa l’unico mezzo per attivare un numero sempre maggiore di funzioni. Per questo, la casa del futuro sarà progettata con attenzione alle superfici, ai materiali, verrà costruita con sensibilità rispetto al tatto per spezzare la sensazione piatta ed asettica dell’uso dei touch screen. Questo potrà essere realizzato partendo da semplici complementi d’arredo con tessuti e texture particolari, ma il design estenderà la sua ricerca anche a superfici più ampie come pareti o pavimenti, trasformando la casa in uno spazio tutto da toccare, tutto da vivere.

Il tatto al museo

Dipinti, sculture e opere sensibili al tatto. Questo è il museo del futuro, il museo plurisensoriale. L’esempio ci arriva viene dal MET di New York, dove alcuni fra i capolavori esposti sono stati dotati di interfacce digitali che, una volta toccate, forniscono informazioni audio o video sull’opera attraverso uno schermo; in alcuni casi, la user experience si completa attivando dei suoni e perfino dei profumi, in una sinergia sensoriale che permette a tutti i visitatori di entrare in contatto diretto nel quadro o nella scultura. Un’interpretazione innovativa dello spazio museale, insomma, in cui l’arte si può toccare con mano.

La progettazione plurisensoriale per il tatto si muove quindi nella direzione della tecnologia e della diversificazione di materiali per rendere gli spazi più vivi, meno asettici, e ci si sta impegnando per la realizzazione di superfici materiche che possano essere distinte con facilità e che trasmettano degli stimoli significativi rispetto agli ambienti in cui si trovano.

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