Progettazione plurisensoriale, progettazione per tutti: l’udito

Abbiamo iniziato a inoltrarci nella sfera affascinante e per certi versi ancora inesplorata della progettazione plurisensoriale, una nuova frontiera dell’architettura e dell’edilizia con una sensibilità sinestetica nei confronti del reale, osservando i progressi compiuti nella direzione dell’olfatto.
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Abbiamo iniziato a inoltrarci nella sfera affascinante e per certi versi ancora inesplorata della progettazione plurisensoriale, una nuova frontiera dell’architettura e dell’edilizia con una sensibilità sinestetica nei confronti del reale, osservando i progressi compiuti nella direzione dell’olfatto.

La progettazione plurisensoriale degli spazi ha una mission complessa, ovvero proporre degli ambienti fruibili da tutti indistintamente, in una serie di contesti diversificati, assicurando un’esperienza sensoriale arricchita, piacevole, funzionale e inclusiva.
La nostra analisi attraverso i sensi ci porta oggi nella direzione dell’udito, normalmente considerato secondario nella progettazione ma che grazie al design plurisensoriale ha assunto un ruolo nuovo ed importante.

E mentre la progettazione tradizionale si concentra sull’insonorizzazione e sulla regolamentazione del suono secondo le norme di legge, la progettazione plurisensoriale esplora nuove prospettive per implementare la percezione sonora negli spazi ponendola al servizio di chi li fruisce.

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La progettazione plurisensoriale in scuole e musei

L’obiettivo finale è quello di stimolare l’utilizzo di questo senso all’interno di uno spazio, e l’udito si scopre particolarmente rilevante in ambienti pubblici come le scuole e i musei, o nell’outdoor. Nel primo caso la progettazione deve prendere in considerazione la posizione degli arredi ma anche i materiali costruttivi. Attraverso l’udito si percepiscono infatti la morfologia e la collocazione degli oggetti e degli arredi di un ambiente. In questo caso quindi gli indizi acustici principali sono costituiti dalla volumetria e dai materiali usati, che possono modificare sensibilmente l’ambiente sonoro. La diffusione di specifici suoni diventa quindi importante quanto il mezzo e il modo utilizzati per diffonderli, tutti elementi di cui la progettazione deve tenere conto e che deve ottimizzare per un’esperienza sicura e positiva. All’interno di uno spazio pubblico molto frequentato come un museo, è possibile mettere in pratica questi sistemi di implementazione dell’udito in molti modi, in alcuni casi semplicemente andando a lavorare su un sistema già esistente come quello delle audioguide, o progettando altre soluzioni più innovative.

I giardini sonori

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Per spazi aperti come giardini pubblici o parchi, l’udito può essere stimolato in una varietà di modi fra il ludico e il funzionale: se da un lato l’utilizzo di suoni naturali come quello dell’acqua corrente dà una sensazione positiva nell’individuo, dall’altro può aiutare una persona ipovedente ad orientarsi e individuare una zona di sosta e relax in un’area verde. Ma la progettazione plurisensoriale si spinge anche più in là, integrando in modo sostenibile tecnologia e natura nel design dei giardini sonori: si tratta di spazi dove viene trasmessa musica mediante altoparlanti posizionati in modo strategico nell’area. Uno dei principali problemi riscontrati con l’udito è infatti quello dell’isolamento dei suoni, in quanto per il nostro apparato uditivo è molto difficile distinguere un suono utile” dal resto dei rumori, soprattutto nel contesto urbano. Questo può essere fonte di disagio per qualunque individuo, e può creare seri problemi di orientamento per persone che presentino difficoltà visive; è proprio per far fronte a queste particolari situazioni che sono state progettate delle aree dove si possa ristabilire un equilibrio sensoriale. Qui, il suono viene diffuso con delle specifiche traiettorie grazie alla struttura dello spazio circostante, che è oltretutto progettata per infondere determinate sensazioni anche a livello visivo per portare l’individuo in una sorta di oasi sensoriale”, come descritta da Lorenzo Brusci, ideatore di un giardino sonoro.

Grazie al suono si possono modellare gli spazi all’interno di realtà molto diverse, soprattutto nell’ambito di aree pubbliche. La progettazione plurisensoriale può costituire un’importante risorsa per lo sviluppo di nuovi metodi che prevedano l’uso dell’udito nella percezione dello spazio per un’esperienza sensoriale completa e avanzata.

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