Progettazione plurisensoriale, progettazione per tutti: la vista

Eccoci arrivati all’ultimo capitolo dell’esplorazione nel settore del design plurisensoriale. In questo caso parleremo della vista, e non solo del suo utilizzo ma anche dei modi in cui si sopperisce alla sua potenziale assenza.
pexels-photo-164335.jpeg

Eccoci arrivati all’ultimo capitolo dell’esplorazione nel settore del design plurisensoriale. In questo caso parleremo della vista, e non solo del suo utilizzo ma anche dei modi in cui si sopperisce alla sua potenziale assenza.

La ricerca in quest’ambito sta infatti andando ben oltre la tradizionale idea che la vista sia il solo senso fondamentale per potersi orientare e vivere in uno spazio; allo stesso tempo, però, non si sta cercando di escludere la vista in favore di altri sensi, piuttosto si sta lavorando per unire tutti gli stimoli, integrandoli. In questo modo ogni individuo, indipendentemente dalle sue abilità motorie o percettive, potrà utilizzare lo spazio, individuarne le caratteristiche, muoversi in esso senza alcun tipo di difficoltà. Ma come si realizzano progetti di questa portata?

Innanzitutto, l’applicabilità delle ricerche in merito si può trovare sia nel settore privato che nel pubblico, ma è proprio in quest’ultimo che si sono raggiunti i risultati più soddisfacenti e simbolici: basti pensare ai musei plurisensoriali dove le opere si possono annusare, sentire, toccare e non solo vedere. È proprio in questo modo che chi soffre di ipovedenza può accedere a questi luoghi e godere di un’esperienza positiva al loro interno, e allo stesso modo di non potesse sentire o odorare potrà comunque contare sugli altri sensi: si tratta di un design inclusivo, per tutti, dove si pensa a chi non può vedere cercando di creare un’immagine per la mente, più che per gli occhi. Il plurisensoriale è il punto di partenza, il mezzo e il traguardo.

pexels-photo-276511.jpeg

A livello di esempi pratici, la vista è inclusa in questo grande schema di ricerche, esperimenti, tentativi e successi in varie modalità: basti pensare alla sordità, che può creare degli scompensi seri nell’uso degli spazi e in questo modo scoraggiarlo. Come progettare uno spazio abitativo o pubblico per sopperire a questa problematica?  Tramutando ciò che tradizionalmente è suono in segnale visivo: led luminosi per segnalare pericolo, segnali visibili anche al buio per delineare il percorso all’interno di una stanza in modo da evitare ostacoli e potenziali rischi, spie colorate ad indicare ciò che solitamente viene indicato con i suoni, dal timer del forno alla sveglia, dall’allarme al campanello di casa. Si parla di sicurezza, ma anche di qualità della vita, è tutto incluso nel design plurisensoriale e nella sua realizzazione pratica.

bathroom-728740_1920

Il design plurisensoriale fa dell’inclusione la sua parola chiave,  il suo messaggio principale, e la sperimentazione sta avanzando a macchia d’olio per coprire diversi ambiti, nel pubblico e nel privato, perché ogni esperienza percettiva dello spazio diventi positiva, sicura e piacevole… per tutti.

Leave a Comment

NEWS

Vivere-sotto-Copertura-1

Vivere sotto copertura

Cogliere gli aspetti essenziali delle dinamiche che caratterizzano oggi il settore edilizio e immobiliare è lo spirito con il quale è stato elaborato il testo, pubblicato lo scorso ottobre, a […]