La certificazione energetica dell’appartamento: cos’è l’APE e a cosa serve?

Se siete proprietari di un immobile sicuramente avrete dovuto familiarizzare con la sigla APE, e saprete che sta per Attestato di Prestazione Energetica. Infatti dal 2013, in ogni contratto di compravendita immobiliare o locazione, una clausola deve certificare che l’acquirente o l’affittuario siano a conoscenza delle informazioni e della documentazione sulla Prestazione Energetica dell’immobile, e averne ricevuto una copia allegata al contratto.
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Se siete proprietari di un immobile sicuramente avrete dovuto familiarizzare con la sigla APE, e saprete che sta per Attestato di Prestazione Energetica. Infatti dal 2013, in ogni contratto di compravendita immobiliare o locazione, una clausola deve certificare che l’acquirente o l’affittuario siano a conoscenza delle informazioni e della documentazione sulla Prestazione Energetica dell’immobile, e averne ricevuto una copia allegata al contratto.

Ovviamente quest’obbligo non si presenta per contratti non soggetti a registrazione, quindi locazioni inferiori ai 30 giorni all’anno, oltre per particolari tipi di immobile quali box e garage (non abilitati a comfort abitativo), fabbricati isolati inferiori ai 50mq, ruderi e luoghi di culto.

L’omissione della dichiarazione o dell’allegazione dell’APE nei contratti porta a sanzioni sia in caso di vendita (dai 3.000€ ai 18.000€ per il venditore) sia in caso di affitto (dai 1000 ai 4000€ per il locatario).

È prevista una sanzione anche se l’APE e la classe energetica non sono riportati nell’annuncio di vendita o affitto, con un importo compreso tra i 500€ e i 3.000€ a carico del responsabile dell’annuncio.

Dal 01/01/2016 è entrato in vigore il Nuovo Attestato di Prestazione Energetica, sempre denominato APE. Vediamo quali sono le modifiche più importanti al testo unico:

La prima novità riguarda l’indice di calcolo del fabbisogno energetico per riscaldamento, acqua calda sanitaria, ventilazione, climatizzazione per il residenziale, e di illuminazione e sistemi di trasporto per il terziario: non più espresso in EPh, ma in EPgl,nren, e si misura in KWh per metro quadrato.

Sono state introdotte inoltre alcune nuove verifiche: la verifica del rispetto della copertura da fonti rinnovabili, la verifica di confronto con un edificio campione. La verifica di trasmissione di energia solare totale è stata stabilita con un limite di 0,35 del fattore di trasmissione solare totale g_gl+sh.

La verifica del rapporto tra l’area solare equivalente estiva e la superficie utile dell’immobile, stabilita come Asol,est/Asup,utile. Quest’ultima deve risultare <0.03 per il residenziale, <0.04 per le altre destinazioni ed implica una verifica in merito alla schermatura estiva o meno delle superfici vetrate (clicca qui per saperne di più).

Altra novità da tenere in considerazione è che ora, in un edificio residenziale, l’obbligo di certificazione è inteso per ogni singolo appartamento, perché nello stabile possono convivere classi energetiche differenti.

In chiusura, uno sguardo agli annunci. Essi devono riportare l’indice di prestazione energetica non rinnovabile, l’indice di prestazione energetica rinnovabile, la classe energetica e la prestazione energetica del fabbricato.

Per non incorrere in sanzioni, e per comprendere meglio quella scala colorata con cui abbiamo iniziato a familiarizzare sia dal lato del compratore che dal lato del venditore, l’APE è un argomento che è bene conoscere, in un futuro che si avvia verso una sempre maggiore importanza del risparmio energetico domestico.

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