Affitto con cedolare secca. Come funziona? A chi conviene? Quanto si paga?

Se avete avuto a che fare con un contratto d’affitto, vi sarà capitato spesso di sentire nominare la cedolare secca. È un tipo di contratto introdotto a partire dal periodo di imposta 2011, con lo scopo di combattere il diffuso fenomeno degli affitti in nero, anche se finora i risultati non sono stati quelli sperati. Ecco alcune informazioni sul suo funzionamento.
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Se avete avuto a che fare con un contratto d’affitto, vi sarà capitato spesso di sentire nominare la cedolare secca. È un tipo di contratto introdotto a partire dal periodo di imposta 2011, con lo scopo di combattere il diffuso fenomeno degli affitti in nero, anche se finora i risultati non sono stati quelli sperati. Ecco alcune informazioni sul suo funzionamento.

Che cos’è

Partiamo dal principio: la cedolare secca è un regime di tassazione agevolato, del quale può beneficiare chi dà in locazione un immobile ad uso abitativo. È un’imposta fissa che può sostituire, nel caso il proprietario lo voglia, il regime di tassazione ordinaria e gli altri tributi, cioè Irpef ad aliquote progressive e le relative addizionali, l’imposta di registro, e l’imposta di bollo.

A cosa si applica

In questa categoria rientrano le locazioni di unità immobiliari ad uso abitativo, sempre che appartengano alle categorie catastali da A1 ad A11 (escludendo l’A10, nella quale rientrano uffici e studi privati). Sono da escludere gli immobili strumentali o relativi all’attività professionale o di impresa.

Chi può beneficiarne

Il regime della cedolare secca è accessibile a tutti i privati (intesi come persone fisiche) titolari del diritto di proprietà o del diritto reale di godimento, ad esempio l’usufrutto. Sono esclusi i contratti stipulati da imprese, professionisti e società commerciali.

Quanto si paga

L’imposta sostitutiva si calcola applicando un’aliquota del 21% sul canone di locazione annuo stabilito dalle parti. È prevista un’aliquota ridotta per i contratti di locazione a canone concordato, per abitazioni ubicate in comuni con carenze di disponibilità abitative, come Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia, oppure comuni ad alta tensione abitativa.

A chi conviene

Il contratto a cedolare secca può essere vantaggioso sia per il proprietario che per l’inquilino. Il primo ne beneficia nel caso in cui abbia altri redditi oltre all’affitto. Come già detto, egli risparmierà l’imposta di bollo e di registro. Il secondo invece ha la certezza che per tutta la durata del contratto il canone rimarrà fisso, senza sorprese spiacevoli.  

Il 2016 ha evidenziato come la cedolare secca sugli affitti abbia dato notevole respiro al comparto degli affitti, soprattutto quando associata al canone concordato, un segnale positivo che speriamo dia maggiori risultati anche per il 2017.

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